Galleria Borghese, la collezione che si visita a turni — Roma
Roma — blog di Zaira B&B

Una villa, non un palazzo

La Galleria Borghese occupa il casino nobile della villa suburbana che il cardinale Scipione Borghese si fece costruire all'inizio del Seicento. Non nacque come museo: nacque come luogo dove mostrare agli ospiti una collezione personale, ed e' ancora oggi ordinata piu' o meno cosi'.

Questo si sente camminando: le sale sono di dimensioni domestiche, le sculture sono al centro delle stanze e non lungo le pareti, e ogni ambiente e' pensato come una scena unitaria, dal pavimento al soffitto.

Il Bernini giovane

Qui si trovano i grandi gruppi scolpiti da Gian Lorenzo Bernini quando era ancora molto giovane: Apollo e Dafne, il Ratto di Proserpina, David. Sono opere che vanno girate intorno, perche' cambiano completamente a seconda del punto in cui ci si mette.

Il dettaglio che colpisce di piu' e' la resa dei materiali: la mano che affonda nella coscia, le foglie che spuntano dalle dita, la corteccia che sale lungo la gamba. E' marmo che finge di essere qualcos'altro, e lo fa senza sforzo apparente.

Caravaggio e gli altri

La collezione conserva un nucleo importante di dipinti di Caravaggio, oltre a opere di Raffaello, Tiziano e Correggio, e la Paolina Borghese di Antonio Canova, scolpita nell'Ottocento e diventata subito una delle immagini piu' discusse della villa.

E' una raccolta densa: in poche sale c'e' piu' materiale di quanto molti musei grandi distribuiscano su interi piani. Per questo il tempo contingentato non e' una limitazione assurda: e' calibrato su quanto si riesce davvero a guardare.

La prenotazione e' obbligatoria

L'ingresso avviene per turni a numero chiuso e con prenotazione: non ci si presenta alla porta sperando di entrare. E' la principale differenza rispetto agli altri musei romani, ed e' il motivo per cui le sale non sono mai affollate.

Modalita', durata del turno e disponibilita' vanno verificate sui canali ufficiali. La regola pratica e': si decide la Galleria Borghese quando si pianifica il viaggio, non quando si e' gia' a Roma.

Il parco intorno

La villa sta dentro Villa Borghese, uno dei grandi parchi della citta'. Uscendo dal museo conviene non prendere subito un mezzo: i viali, il laghetto e le terrazze verso il Pincio sono la continuazione naturale della visita.

Dal quartiere San Giovanni la zona si raggiunge con la linea A, che passa sotto Villa Borghese e ferma alle stazioni vicine agli ingressi del parco: e' uno dei tragitti piu' comodi in assoluto da Via Tuscolana.

Chi era Scipione Borghese

Il cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V, fu uno dei grandi collezionisti del Seicento romano e un committente decisivo per il giovane Bernini. La collezione nasce dal suo gusto personale e dalla sua posizione, che gli permetteva di ottenere quello che voleva.

Non tutti gli acquisti furono limpidi, e alcuni passaggi di opere alla collezione sono stati oggetto di controversie gia' all'epoca. Fa parte della storia del posto: e' una raccolta costruita con i mezzi del potere, non solo con quelli del mercato.

Come si visita in pratica

Il turno ha una durata definita e si entra tutti insieme: questo significa che il gruppo tende a muoversi compatto nelle prime sale e poi a distribuirsi. Chi vuole vedere bene i Bernini fa la scelta opposta rispetto alla maggioranza e comincia dal piano superiore, tornando alle sculture nella seconda meta' del turno.

Il deposito bagagli e' obbligatorio per gli zaini, e questo va messo in conto nei tempi: presentarsi con largo anticipo rispetto all'ora del turno non e' una precauzione eccessiva.

Il piano terra e il piano superiore

Il museo e' distribuito su due livelli con due caratteri diversi. Al piano terra ci sono le sculture, ed e' li' che stanno i grandi gruppi di Bernini e la Paolina di Canova; al piano superiore c'e' la pinacoteca, con i dipinti.

La maggior parte dei visitatori comincia dal basso, perche' e' il percorso naturale e perche' e' li' che si trovano i pezzi piu' noti. Il risultato e' che nella prima meta' del turno le sale delle sculture sono affollate e quelle dei dipinti sono vuote.

Invertire l'ordine e' il modo piu' semplice per guadagnare venti minuti di tranquillita' davanti alle opere che si e' venuti a vedere.

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